Il cameriere

Il cameriere

Quanti almeno una volta nella vita hanno provato l’esperienza di essere un cameriere? Oddio cameriere… Portapiatti almeno…

Perché portapiatti e non cameriere?
Perché specialmente quando sei ancora studente l’idea di avere qualche entrata extra non è affatto male, e portar un paio di piatti sembra il modo più semplice per raggiungere lo scopo.

Effettivamente è così.

Poi però capisci che di certo non è un lavoro per tutti, e non è assolutamente un lavoro facile.

Il contratto è dei più classici, a chiamata… (…) La paga si aggira dai 5 agli 8 euro (…) e le ore sono massimo 6 per qualche giorno a settimana (…)

Poi la realtà dei fatti la conosce solo chi ha provato… Contratti… Inesistenti… Ore infinite e paghe irrisorie, senza contare che questo lavoro, perché non si tratta di un ripiego ma di un lavoro, prevedrebbe tredicesima e quattordicesima mensilità, tfr, ferie, cose che spesso non vengono considerate da questi contratti inesistenti…

Senza contare il fatto che se stai male… Sono mortacci tua…

Bene fantastico si comincia!!!

Quanti piatti sai portare?

Beh… Di mani ne ho 2…

Quindi direi 2…

E già li incombe la prima difficoltà, nessuno ti ha mai detto o fatto vedere che di piatti volendo se ne possono portare 3… 4… 5… 6… e anche 7 (tranquilli 3 è il numero perfetto ed il modo più fine di servire, a meno che non lavoriate dalla Maria Onta alla sagra del Pesse ed allora potete intassarne anche 50 di piatti uno sopra l’altro…)

Ebbene con il tempo impari anche a controllare le pietanze all’interno dei piatti, che le prime volte si spostano nel piatto come succubi di una qualche forma di magnetismo, o colano dal bordo dei piatti o finiscono direttamente addosso ai tuoi vestiti o ancora peggio a quello dei clienti.

Subentrano poi i bicchieri… Maledetti… Infimi, che non vanno portati uno per mano… Sapientemente incastrati si possono portare tranquillamente dieci calici altrimenti si procede con l’uso dei vassoi…

Ricordo la vergogna che si prova in sala quando uno, o decisamente molti più bicchieri cadono e si rompono, tra gli sguardi dei commensali, e la mortificazione ed imbarazzo che si prova mentre la gente addirittura ti grida bravo/brava… Batte le mani, rumoreggia e magari fanno a coro con un bel “Paga da bereeeee”

Beh a riguardo dei comportamenti, per non dire educazione dei clienti, si potrebbe scrivere un libro…

Piccoli esempi…

Ristorante che da vuoto passa a pieno in 10 minuti e tutti pretendono di esser serviti allo stesso tempo… Gente che ti ordina il piatto 2 minuti prima e quando glielo consegni non si ricorda cosa avesse preso, gente al telefono che manco ti considera (sei un plebeo ricordatelo!) gente che non si sposta nemmeno al decimo “Permesso” detto…

I bambini… Queste piccole bestioline di satana maleducate che gridano, sporcano, pretendono, sprecano e rompono (spesso principalmente i coglioni)

Ma torniamo a noi senza dilungarci troppo.

Termini il servizio, anche l’ultimo cliente è uscito (ovviamente senza lasciare la mancia) e finalmente puoi… Andare a casa?

No.

Nella migliore delle ipotesi, sprepari l’ultimo tavolo, una spazzata veloce e tanti saluti…

Nella maggior parte delle volte inizia un vero e proprio restauro del locale, e magicamente ti trasformi in spazzino, giardiniere, muratore, muletto umano, sanificatore, lavapiatti, lavacessi e nèta piastrele (pulisci piastrelle) (sempre grazie alle bestie di satana citate poco fa, che sporcano allegramente peggio dei porci in una stia, con i genitori che li lasciano tranquillamente fare… Tanto… “Sono solo bambini…”)

Fa ridere lo so, rido anche io.

E chi fa il cameriere sta ridendo ed annuisce perché sa che questa è la pura, triste, verità.

Come ultimo requisito, ma al primo posto per importanza, il sorriso.

Indossate sempre un bel sorriso tipo paresi facciale, ma cercando di essere i più naturali possibili. La gente imusonàda del tipo muso duro e barèta fracàda, come si dice dalle mie parti, ovvero imbronciati, NON PIACE A NASSUNO.

Vuoi essere un cameriere?

Devi essere uno specialista. In cosa?

TUTTOLOGIA.

Devi sapere le lingue, essere un sommelier ed all’occorrenza anche un bravo barista, devi essere uno psicologo ed a volte anche un chiaroveggente. I movimenti dovranno essere graziati e fluidi, la tua figura dall’abbigliamento alla presenza deve essere impeccabile.

Devi essere gentile, accomodante, sorridente, affabile, delicato e far dell’arte dell’accoglienza il tuo punto forte.

Devi essere un venditore, ma non essere invadente e far capire che stai vendendo.

Dovrai far della parola la tua arma più potente

Anche se cameriere devi diventare un esperto di cucina perché dovrai saper spiegare ogni piatto che uscirà e sarà servito, ma non basta… Dovrai sapere ogni ingrediente… E di ogni ingrediente devi saperne l’origine geografica e qualche cenno di storia… Ma non basta ancora, devi sempre tenere conto di tutte le intolleranze ed allergie degli alimenti, perché puntualmente il cliente ti dirà di aver di questi problemi a piatto ormai servito.

L’attenzione deve diventare un punto focale, bisogna trasformarsi in supereroi dotati di supervista a caccia di ogni plausibile traccia di sporco.

Un angolo di polvere, un coprimacchia sporcato da un insetto, la tovaglia sotto macchiata, una goccia d’olio sull’oliera, una briciola per terra, una traccia di calcare sul bicchiere, una forchetta segnata (non perfettamente ripassata con l’aceto), un piatto “ditato” con le impronte visibili di chi ha avuto poca grazia nel maneggiarlo… Aggiungerei anche una preparazione in geometria, dato che la mise en place deve essere geometricamente posizionata in modo perfetto, speculare, adiacente, seguendo la corda, calcolando il coseno della tangente vicino la tangenziale, con il limite di “x” tendente ad infinito…

Per non parlare della disposizione dei tavoli.

Specie quando si cerca di massimizzare la capienza perché ti sta per arrivare una compagnia composta da 4 pullman di lottatori di sumo.

Non devi dar segno di esser stanco, perché 12 ore sono all’ordine del giorno.

Puoi mostrare casomai una piccola sofferenza magari data dalle scarpe, che finiranno inesorabili per massacrarti schiena e gambe, ma solo dopo la 16esima ora passata in piedi.

La pausa sigaretta è concessa, ma non sempre, ed è comunque mal vista il più delle volte (tranquilli sono pochi i camerieri che si salvano da prendere il vizio del fumo)

Di sicuro è un lavoro dove ci si mantiene in forma.

In giornate pesanti si arriva tranquillamente a superare la ventina di chilometri. Si ha quindi un bel dispendio di energie, specie se il ristorante si sviluppa in più piani, o ha un plateatico esterno o cose simili. Tutto ciò dipende anche dall’alimentazione… Se vi danno da mangiare (fidatevi succede, e mi è successo, che non sia previsto il pranzo/cena per cameriere) la pasta diventerà il vostro credo, perché la mangerete sempre e a qualsiasi ora…

Pane, cracker, grissini e biscotti diventeranno i vostri alimenti di salvezza per stare in piedi…
Mangerete solitamente in 5 minuti (vi toglieranno però la mezzora di pranzo… Non tutti per fortuna) mangerete seduti se vi va bene, o in piedi come i cavalli, o su un appoggio di fortuna.

Il caffè sarà sempre la vostra salvezza… Ma anche l’alcool non scherza (ovvio non si può bere in servizio… Ma…)

Piccola parentesi tenendo l’alcool come riferimento… Cosa dire di quei clienti che non se ne vogliono più andare???

Magari quella sera che è già tardissimo, o peggio ancora quando è presto e potresti goderti un po’ di fine serata con gli amici (perché ammettiamolo non abbiamo una vita sociale e se ce l’abbiamo fa decisamente cagare) ed invece dal locale non se ne vogliono più andare…

Ci fai l’ultima?

E quindi ti devi trasformare in buttafuori, o quel brandello di serata che potevi fare va perso tra una bestemmia e l’altra.

Ormai sono tutti esperti

Condizionati da trasmissioni come Masterchef e 4ristoranti… Dove tutti sanno, ma senza sapere, dove tutti ora hanno il diritto di criticare e sentenziare, spesso anche mortificandoci.

E’ SOLO UN CAMERIERE, e ci guardano come servi.

“Servo, ma servo di nessuno.”

Avrei qualcosa da ridire in quanto affermato dallo Chef Alessandro Borghese, perché forse a fare trasmissioni televisive si è un po’ estraniato da quella che è la vita reale in un ristorante.

Il lavorare gratis per fare esperienza ci può stare.

MA

A patto che, nero su bianco, vengano poi date delle garanzie e dei traguardi; che il periodo di prova non si protragga per mesi e mesi, altrimenti si tratterebbe di sfruttamento.

Le persone DEVONO essere viste come un valore aggiunto per l’azienda, non solo costo.

Se ora stiamo vivendo questa crisi di assenza di figure professionali e specializzate, il danno è stato fatto in parte dai ristoratori, per come hanno sempre sfruttato ed approfittato dei camerieri.

Sono d’accordo che non si trovi attualmente personale, che quello che si trova, è quel che si trova, e che le nuove generazioni, siano diverse da chi li ha preceduti… Ma non vuol dire che non ci sia la voglia di lavorare.

Che poi… Voglio vedere chi ha veramente voglia di lavorare… Avessimo una fortuna da parte col cazzo che andremmo a lavorare, o svegliarci presto, per fare qualcosa che magari manco ci piace.

Manco io ho voglia di lavorare.

Lo faccio però, e mi piace. E mi mettono anche nelle condizioni di farmelo piacere.

Se poi parliamo invece di assenza di portapiatti… Beh una follia che porta la firma Made in Italy…

Il reddito di cittadinanza

Strumento nato con l’intento di aiutare chi meno abbiente, ma terminato col favorire la classe dei fannulloni pagati.

D’altronde chi me lo farebbe fare di andare a rompermi schiena e palle per 800 euro al mese, quando potrei guadagnare la pari somma grattandomi allegramente i testicoli sul divano di casa?

Sono certo che chi abbia vissuto la “cameriere experience” si immedisimi almeno in parte in queste parole…

Chi è ristoratore sia a conoscenza dei temi trattati, ma che per comodità continuerà a far orecchie da mercante (non voglio di certo far di tutta l’erba un fascio).

Invece chi è cliente magari veda un po’ meglio che cosa è la nostra professione.

A questi ultimi poi, lancio una frecciatina…

Ricordate…

E’ vero che ci pagano già, ma la mancia è un segno di gratitudine che non vi fa né più ricchi, né più poveri, ma signori.

Vuol dire che siamo riusciti a regalarvi quel valore aggiunto fatto di emozioni, cordialità, professionalità e simpatia che ogni cameriere prova a darvi.

D’altronde anche noi potremmo portarvi semplicemente il piatto e…

Buon appetito.

Io poi… Mi sono inventato una professione…

Il Cameriencer…

Nome stupido ma ti spiegherò cosa intendo

Intanto ti lascio qualche video di pochi secondi da guardare

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