Guerra e Speculazione

Guerra e Speculazione

guerra e speculazione

E’ un titolo di merda, ma non è stato messo solo per catturare visualizzazioni, purtroppo guerra e speculazione si sa che vanno spesso di pari passo.

Beneficio per pochissime persone, a scapito di molte altre.

Lo scopo di tale articolo non è di certo di crear apprensione o di dirvi come comportarvi; non sono un professionista né tantomeno un consulente, ma scrivo da appassionato di materia economica e macroeconomica.
Pertanto questa è e resta una mia considerazione, la quale ho piacere di condividere con chi si è soffermato su questo articolo.

Buona lettura

Non è un bel periodo di certo quello che stiamo vivendo; stiamo ancora uscendo da una pandemia mondiale e ci si ritrova con una guerra alle porte, con annesso il rischio delle bombe nucleari. A me sinceramente tutto ciò crea uno stato di notevole ansia, paura e disagio.

Ci tengo a precisare che l’intento di questo articolo non sarà quello di analizzare le dinamiche che hanno portato a questo conflitto, le ripercussioni che ci saranno o i possibili risvolti e scenari futuri.

Affronterò il tutto da un punto di vista importante per chi da spettatore osserva ciò che sta accadendo fuori dall’Italia, ma che malgrado intacca direttamente le nostre tasche.

Energia e speculazione

Credo non siano passati inosservati (ma specialmente sentiti) gli aumenti di questi mesi, con la benzina che ha toccato i 2,3 euro/litro ed il sorpasso addirittura del prezzo del diesel nei confronti della super senza piombo.

Ancor di più i rincari si sono riscontrati nelle bollette di gas ed energia elettrica, che in questo frangente di tempo sono più che raddoppiate, in alcuni casi addirittura quadruplicate.

Ci fanno credere che tutto ciò sia dovuto alla guerra, un pretesto perfetto, ed invece no!
E’ mera speculazione.

Vi ricordate sotto il lockdown che si sentì parlare del prezzo del petrolio sceso sotto gli zero dollari?

guerra e speculazione

Beh non mi pare che alle pompe di benzina regalassero carburante, anzi ricordo molto bene che in quel periodo stavo facendo consegne delivery e che il diesel costasse circa 1,3 euro al litro.

Ecco se oggi paghiamo ben un euro in più al litro è proprio perché la turbo finanza, quella di banchieri, investitori e speculatori, sta comprando prodotti finanziari correlati al petrolio ovvero al Brent inglese ed il WTI americano.

Ci sono moltissimi prodotti speculativi a tal proposito, Certificates, Futures, Derivati, Opzioni Call e Put, Etc che possono essere anche adulterati con delle leve astronomiche.

E ovviamente, più cresce la domanda, e più cresce il prezzo.

In questo caso la domanda sta salendo appunto non tanto per la ripresa economica, che richiede un numero di barili di petrolio maggiore, ne tantomeno per una improvvisa riduzione dell’estrazione del petrolio e quindi una maggiore scarsità di prodotto disponibile.
Il numero di barili acquistato esiste ma solo virtualmente, perché si compra petrolio come asset finanziario e non come bene di prima necessità.

Anche perché…

Altra cosa… Come può costare di più il prezzo del diesel nei confronti della benzina?

I costi di estrazione e raffinazione della benzina (prodotto nobile) è ben maggiore di quella per la produzione di gasolio (prodotto di scarto), eppure ai distributori in questi giorni non sembra essere così.

Prepariamoci, perché gli sconti di questi giorni (riduzione temporanea delle accise, ovvero delle tasse aggiunte al prezzo della benzina per introitare soldi a fronte di disastri e calamità… HAHAHA PAGHIAMO ANCORA IL TERREMOTO DELL’IRPINIA, DEL FRIULI E LA GUERRA D’ETIOPIA DEL ’36) non dureranno a lungo.

Lo Stato afferma che l’attuale sconto avrà valenza un mese…

Io personalmente vedo la possibilità che si raggiungano prossimamente i 3 euro al litro, quindi:
Un paio di taniche da 50litri sarebbe anche utile tenersele a casa in vista del ritorno degli aumenti.

guerra e speculazione

Ma come trarne beneficio da una situazione così?

Penso alle mie finanze… Ai soldi in tasca e quelli faticosamente messi da parte.

La scelta logica verrebbe da dire, compro un ETC (prodotto che replica come gli ETF l’andamento del prezzo di una materia prima) sul petrolio, così al crescere di questo, diventerò più povero quando mi fermo a far benzina, ma compenso col guadagno degli investimenti.

Ecco la logica funziona sempre al contrario quando si tratta di parlare di investimenti.

Buy the rumors, sell the news.

Ovvero quando una cosa sembra ovvia e logica, negli investimenti è già stata prevista e presa in considerazione, di conseguenza si comporterà nel modo esattamente contrario… Non c’è più correlazione tra economia reale e finanza.

Pertanto per proteggere i miei risparmi, prenderei mensilmente (in forma di PAC un piano di accumulo) un ETC sul petrolio, ma short, ovvero che si comporta in maniera inversa… Il che vuol dire che se il prezzo del petrolio scende, il mio investimento guadagnerà. Ed il prezzo del petrolio ha grosso margine per scendere, perché tutti quelli che hanno comprato al rialzo in questo periodo, finiranno per vendere per trarne del profitto, riportando il prezzo del petrolio in costante discesa.

Speculazione e aumento costi materie prime

Con la guerra e la speculazione che ne deriva, oltre al costo delle materie prime come il combustibile che abbiamo appena preso in considerazione, avremmo un aumento di tutti i beni di prima necessità, e quindi degli alimenti in primis.

Avete visto quanto siano aumentati i prezzi di farina ed olio?

Al di la dei costi di trasporto (combustibili), abbiamo un maggior costo di pesticidi e concimi (prodotto raffinato dai combustibili) e inoltre con la guerra abbiamo un paese come l’Ucraina bloccato sulla produzione di farine,  oli di semi di girasole e soprattutto sulla produzione di cereali per il blocco delle attività dei porti i Mariupol e Odessa.

guerra e speculazione girasole

Come comportarsi a livello investimenti?

Essendo l’Ucraina produttrice di oltre il 60% dell’olio di semi di girasole al mondo, sicuramente il mercato e la produzione cercheranno altri oli da poter utilizzare.

Investire in qualche olio alternativo tramite sempre un ETC (basta fare una piccola ricerca su Google), tipo mais, soia e colza, anche se personalmente credo si punterà sul tanto discusso e dannoso olio di palma (in quanto della vostra salute non gliene frega un cazzo a nessuno se possono trarre beneficio da un olio idrogenato più economico per loro).

Guerra e Speculazione e lo spettro dell’inflazione

Ve ne ho già parlato diversi mesi fa dello spauracchio dell’inflazione… Ed ora siamo qui e dobbiamo in qualche modo fronteggiarla per pararci il culo.
Ed i soldi.

Se non ve ne siete resi conto ancora di che cosa sia l’inflazione, ve la spiego in termini banali.

A ottobre con 20 euro facevate 14 litri di gasolio.
Oggi con 20 euro fate 9 litri di gasolio.

I 20 euro sono sempre 20 euro, ma hanno perso potere di acquisto. I 20 euro di oggi, valgono come 12,85 euro di ottobre.

ASSURDO…

E con questo paragone fa ancora più impressione. Se avessimo 20 mila euro in banca, avrebbero (per quanto concerne l’acquisto di carburante) il controvalore di 12850 euro.

Lavori una vita, risparmi e poi ti trovi con i soldi che valgono la metà…

Come difendersi?

Lo dico da tanto tempo… Criptovalute. E vedrete che si useranno sempre di più…

In alternativa, prodotti che investono su oro, da sempre considerato il bene rifugio per eccellenza.
Abbiamo bisogno di investire in qualcosa che ci tenga ancorati ad un qualcosa che cresca di valore per non perdere potere di acquisto.

Portafoglio a fronte della guerra e speculazione

Come distribuire allora a fronte della guerra e speculazione un plausibile portafoglio?

Non c’è una sfera di cristallo, ma posso dire come ho organizzato il mio.

portafoglio

70% cripto valute (di cui il 60% detenuto in Bitcoin)

10% ETC short WTI

10% ETF short FTSE MIB

5% Oro

5% Liquidità

Questa è una mia interpretazione.
I soldi che rischio sono prettamente i miei, e non esorto nessuno a seguire quanto scritto, ma di fare le dovute analisi e ricerche, affidandosi in caso anche ad un consulente finanziario.

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